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Ginnastica pelvica come rieducare quei dodici muscoli PDF Stampa E-mail

La repubblica.it

25 gennaio 2011 —   pagina 35   sezione: SALUTE

In gergo medico si chiama riabilitazione "perineale" o "uro-ginecologica". Una semplice ginnastica che con poche, sapienti manovre e una manciata di consigli può risolvere la fastidiosa incontinenza urinaria. Un disturbo frequente che l' Oms definisce come «qualsiasi perdita involontaria di urina». Una patologia che colpisce quasi una donna su tre in età menopausale ma non risparmia gli uomini, 5 milioni secondo recenti stime. Tra le cause: problemi muscolari nelle femmine, neuorologiche o chirurgiche nei maschi. L' ultimo dei tabù in medicina, qualcosa di cui non parlare, a detta di Francesco Diomede, presidente della Federazione italiana incontinenti (Finco) che a breve presenterà il Libro bianco. «Purtroppo manca la ricerca, i farmaci non sono rimborsabili e l' intervento medico - fisioterapico è tardivo così il pannolone appare la soluzione più immediata», dice Diomede. La riabilitazione perineale, finalizzata al recupero del tono, della forza e della resistenza dei muscoli pelvici, è indispensabile in caso di prolasso, i migliori successi si ottengono però nelle due forme più comuni di incontinenza urinaria, quella da sforzo (Ius) e quella da urgenza. «Fondamentale è iniziare le cure al primo campanello d' allarme, ad esempio, qualche goccia di urina che fuoriesce con uno starnuto o un colpo di tosse, sollevando un vaso o la borsa della spesa è un segnale da non sottovalutare, così come è opportuno - spiega il fisioterapista Antonio Galbussera - intervenire subito dopo un parto; certo la rinuncia tra le donne è frequente, c' è molta inibizione perché si lavora sulla vagina». Dopo una visita e una valutazione accurate, si comincia dalla riorganizzazione posturale con esercizi a terra, in piedi e manovre manuali. Ogni posizione è studiata per attivare i muscoli (10-12) del pavimento pelvico, distribuiti su due piani e simili nei due sessi. Si tratta di insegnare alla donna (o all' uomo) a stringere e rilasciare i fasci muscolari pelvici che sono di "contenimento", con esercizi di breve e lunga tenuta. La cosa più difficile è imparare a non utilizzare gli addominali che invece sono "espulsori". La seconda fase prevede elettrostimolazioni - interne con sonde endovaginali o endoanali, ed esterne con elettrodi adesivi - e bio-feedback. Di solito gli incontri sono bisettimanali con dieci-venti sedute per due-sei mesi. Importante è praticare gli esercizi anche a casa. «Alla riabilitazione si possono associare farmaci e chirurgia», sottolinea Diomede che raccomanda alle donne di parlare con il medico di famiglia e di ricorrere al pannolone di qualità solo in casi estremi.

 
E' nata una nuova stella, la FINCO Campania PDF Stampa E-mail

Comunicato stampa

Finco Campania

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Dalla Spagna una nuova cura per l'incontinenza PDF Stampa E-mail
Dalla Spagna una nuova cura per l'incontinenza


Tra i problemi che maggiormente toccano gli over-60 anche in salute, uno dei più sentiti è quello dell'incontinenza fecale, di cui poco si parla per imbarazzo, ma che colpisce quasi il 50% degli anziani in case di cura o in residenze assistite (soprattutto donne) ed è spesso causa di paure, imbarazzo ed isolamento.
La Spagna, che sta diventando un vero e proprio pioniere nella ricerca di nuove cure, sta sperimentando un nuovo trattamento per questo disagevole disturbo. Alla fine dello scorso anno infatti, il reparto di Coloproctologia dell'Ospedale Juan Ramón Jiménez di Huelva, ha  portato a termine uno studio durato due anni e finanziato dal Ministero della Salute, che ha dimostrato l'efficacia di una cura minimamente invasiva che consiste nell'elettrostimolazione di un nervo della caviglia tramite l'utilizzo di un ago simile a quelli utilizzati per l'agopuntura.
In questo modo si invia un piccola scarica elettrica lungo il nervo che corre lungo la tibia, il quale, in questo modo, libera una serie di sostanze che aiutano a controllare lo sfintere e ad avere una normale continenza. La cura, che non richiede alcun tipo di anestesia né il ricovero ospedaliero, è stata applicata con successo già a 30 pazienti.
 
Libro Bianco sulla riabilitazione oncologica PDF Stampa E-mail
Le ragioni del "Libro Bianco"

In Italia vivono oltre 1.700.000 persone che hanno avuto una diagnosi di cancro. Più di 250.000 sono i nuovi casi ogni anno. La metà delle persone malate guarisce e, nella maggior parte dei casi, senza conseguenze invalidanti, ma un numero rilevante di loro può convivere con la propria neoplasia più o meno a lungo. Anche tra coloro che sono guariti fisicamente, inoltre, le conseguenze psicologiche e relazionali della malattia possono essere tali da non consentire più il recupero di una vita di qualità. Superato il concetto di malattia-cancro come sinonimo di morte, si aprono oggi scenari nuovi che non possono e non devono essere ignorati per i loro risvolti umani, sociali ed economici. Se non vogliamo creare uno stuolo di invalidi e emarginati dalla società, dobbiamo adoperarci per offrire alle persone con esperienza di malattia oncologica il recupero e/o il mantenimento della massima autonomia fisica e relazionale, garantendo loro la migliore qualità di vita possibile. Diagnosi, terapia (chirurgia, radioterapia, chemioterapia, farmaci biologici), ricaduta e progressione, cure palliative: sono tutte fasi della malattia che comportano problematiche profondamente diverse che devono essere riconosciute e analizzate nel contesto culturale, sociale, umano della singola persona, la cui dignità passa anche attraverso lo stare bene con se stessa, con il proprio corpo e nel rapporto con gli altri. Emergono pertanto nuovi bisogni legati all’immagine corporea, alla nutrizione, alla sessualità e alla possibilità di procreare, di contrastare il deterioramento cognitivo legato a certe terapie e di progettare un proprio futuro. Questa è la sfida che si gioca oggi nel campo della riabilitazione oncologica.
Leggi tutto... [Libro Bianco sulla riabilitazione oncologica]
 
Pianeta incontinenza, verso la legge? PDF Stampa E-mail
Tre sono le Associazioni di pazienti che da oltre un decennio stanno lavorando alacremente presso la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati e il Senato, per ottenere il varo di una legge che tuteli gli incontinenti urinari, fecali e stomali: la FINCO (Federazione Italiana INCOntinenti), l’A.I.STOM. (Associazione Italiana Stomizzati) e l’A.I.M.A.R. (Associazione Italiana Malformazioni Ano Rettali). Attualmente presso la Commissione AA. SS. esistono cinque proposte di legge, una presisposta dal Sen. Giuseppe Caforio, una dall’On. Domenico di Virgilio, una dal Senatore Gramazio, una dei Senatori Bassoli, Bianchi, Bosone, Amato, e una del Sen. Ignazio Marino.  Ma per mere ragioni economiche il varo di una legge nazionale a nostra tutela viene rinviato da tutti i Governi, nonostante le promesse elettorali. A tal fine le Associazioni di pazienti anni addietro hanno organizzato tre manifestazioni nazionali di protesta (Roma - Piazza Montecitorio - 23/01/97, 07/06/2000 e 05/12/00).
 
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