«La "garanzia di qualità" dei dispositivi medici dovrebbe avere il fine ultimo di riabilitare e far inserire nella società civile le persone atomizzate o incontinenti e invece il nuovo Nomenclatore Regionale del Lazio, con tagli del 25% sui prezzi di tredici anni orsono, oltre a far rischiare l'arrivo di sacche, placche o cateteri che non danno garanzie, peggiora la qualità di vita delle persone coinvolte in questi problemi, portando inoltre a un ulteriore loro impoverimento economico»: lo avevano denunciato nei giorni scorsi l'AISTOM (Associazione Italiana Stomizzati), l'AIMAR (Associazione Italiana Malformazioni Anorettali) e la FINCO (Federazione Italiana Incontinenti), chiedendo ripetutamente un incontro alla presidente del Lazio Renata Polverini e preannunciando una manifestazione di protesta. Ora un primo segnale di apertura alla discussione è arrivato, ma lo stato di agitazione permane e per il momento quella manifestazione è stata solo rinviata al 2 febbraio. E nel frattempo si unisce alla protesta anche la FAIP (Federazione Associazioni Italiane Paratetraplegici)

Giuseppe Spata, sub commissario ad acta designato dal Ministero della Salute per la Regione LazioUn primo - anche se finora l'unico - segnale di apertura è giunto dalla
Regione Lazio all'
AISTOM (Associazione Italiana Stomizzati), all'
AIMAR (Associazione Italiana Malformazioni Anorettali) e alla
FINCO (Federazione Italiana Incontinenti), organizzazioni protagoniste da molti giorni di una mobiltazione - come abbiamo riferito anche nel nostro sito (se ne legga cliccando
qui) - che le aveva portate a chiedere ripetutamente un'audizione a
Renata Polverini, presidente della Regione, tramite una lettera aperta.
In quest'ultima si faceva tra l'altro riferimento al nuovo
Nomenclatore Regionale, applicato in connubio con le sanitarie e le farmacie laziali, scrivendo che «quest'ultimo ha dei costi che vanno
ben oltre il limite della dignità umana poiché grazie all'accordo sottoscritto con le sanitarie laziali, esso ha tagliato (abbassato) del
25% i già inflazionati costi bloccati da tredici anni (Decreto Ministeriale
332/99). Ne consegue che nel Lazio potrebbero arrivare sacche, placche e cateteri cinesi
senza garanzia alcuna. Diversamente, ogni persona stomizzata e incontinente è oggi costretta a integrare di tasca propria i costi alle sanitarie o alle farmacie, a causa degli oneri economici sottratti dalla Regione Lazio (manovra di bilancio)». «Si badi bene - concludeva la lettera - che parliamo di
feci e urine e che pertanto pesanti sono le
conseguenze e i
costi indiretti che può provocare l'applicazione di dispositivi medici non idonei».
Ebbene, nei giorni scorsi - come detto - il segnale non è arrivato dalla Presidente della Regione, ma da
Giuseppe Spata, sub commissario ad acta designato del Ministero della Salute per la Regione Lazio, che in un colloquio telefonico con il presidente della FINCO
Francesco Diomede, ha assicurato che entro il 26 gennaio - data annunciata dalle Associazioni coinvolte, per una manifestazione di protesta di fronte alla Regione Lazio - le Associazioni stesse
saranno convocate in Regione per cercare una soluzione alle problematiche poste in essere.
«Per noi pazienti - hanno però inteso ribadire gli esponenti di AISTOM, AIMAR e FINCO - tre punti restano irrinunciabili, vale a dire la
qualità dei dispositivi medici, la
libera scelta e il fatto che
nulla si deve integrare. In tal senso, chi si farà integrare - economicamente parlando - verrà da noi denunciato alla Regione, alla Magistratura e alla Guardia di Finanza».
Per questo, dunque, non si arresta lo stato di agitazione e per il momento l'annunciata manifestazione è stata semplicemente rinviata a
giovedì 2 febbraio.
Da segnalare infine - fatto assai significativo - che anche la
FAIP (Federazione Associazioni Italiane Paratetraplegici), per tramite del proprio presidente
Vincenzo Falabella, ha garantito la propria
adesione a tali iniziative, compresa l'eventuale prossima manifestazione.
(S.B.)
Per ulteriori informazioni: tel. 800 050415 (numero verde FINCO),
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