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BARI - Serve un’alleanza terapeutica tra medico e paziente. Solo così si può umanizzare la cura. E’ il concetto che ha fatto da battistrada al congresso «Novità terapeutiche in oncologia alle soglie del 2011» organizzato e presieduto a Bari dal dr. Gennaro Palmiotti (presidente dr. Gennaro Palmiotti; presidente onorario prof. Francesco Schittulli; direttore scientifico, dr. Giuseppe Rizzi; condirettore prof. Giuseppe Giordano).
Il direttore della Gazzetta, Giuseppe De Tomaso ha sottolineato come la sanità non sia un bollettino di notizie negative. Anzi. I casi di buona sanità sono sicuramente maggiori di quelli di malasanità. Ma, c’è un ma. Va sburocratizzata l’attività del medico, che negli ultimi anni è stata caricata di compiti e adempimenti che hanno poco a che fare con il suo prestarsi a curare le sofferenze dei malati.
«No alla medicina paternalistica ma che essa tenga conto del soggetto debole vulnerabile cui – ha detto il dr. Nicola Bonvino – serve aiuto. Comunità curante e paziente devono contrarre “con - tratto terapeutico”, coinvolgimento etico, reciproco che reclama la riformulazione del processo clinico integrato a tutti i livelli. Si deve passare dal curare al prendersi cura».
«La comunicazione – ha detto il dr. Francesco Calamo Specchia (Roma) – deve essere profonda, relazionale. Chi comunica deve vedere se stesso nella persona che ha di fronte, con-vivere». Da parte sua, il dr. Pierluigi Cambia (Maglie) ha auspicato che «l’ospedale sia reso uguale all’ambiente domestico e si apra al territorio. Si rispetti il vincolo della sostenibilità e si tuteli la fragilità. L’etica sviluppi la capacità di ascoltare, comunicare, condividere ».
«Il nostro impegno – ha detto il dr. Calasso, dirigente sanitario ASL/Ba – va in questa direzione e, per esempio, stiamo portando avanti il progetto (Asl, ospedale, Finco, assessorato) del Dipartimento di Oncologia auspicabilmente interaziendale, promuoviamo poliambulatori di alto livello (cui dedicheremo anche le somme derivanti dai risparmi derivanti da chiusura/riconversione di strutture che gravavano con presenze e prestazioni inappropriate), sosteniamo l’assistenza domiciliare nella continuità con quella ospedaliera specie in settori come l’oncologia» («quella del Di Venere, diretta dal dr. Palmiotti – come ha detto anche il direttore sanitario, dr. Lestingi - già opera con eccellenza in questo senso »).
Bisogna costituire la «rete oncologica regionale» che – ha detto Francesco Diomede, presidente Federazione italiana volontari in campo oncologico – «deve coordinare quanto, ora, ogni operatore ed istituzione, ora, fa come può. I fondi si possono, si devono trovare risparmiando in altri settori (vedi carico di province, circoscrizioni, ecc)».
Il congresso si è poi occupato (presidente di sessione prof. Prete, moderatori Berardi e Valerio) di ricostruzioni mammarie dopo interventi demolitivi o deturpanti per cancro. Il prof. Michele Pascone ha illustrato motivazioni, tecniche, successi perché non si abbiano più «donne mutilate». Affrontati temi della diagnosi precoce (moderatore prof. Vincenzo Lattanzio) e delle terapie più moderne ed efficaci nel cancro mammario.
Gazzetta del Mezzogiorno 18/12/2010
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