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La Repubblica - Supplemento Salute del 28/06/2007 Incontinenza tra cure e vergogna Oggi 200 ospedali aperti per informare e fare diagnosi: giornata nazionale. Telefono Verde e questione dei rimborsi dei farmaci Solo il 25% di chi ne soffre si rivolge al medico, anche se non c'è nulla di cui vergognarsi. Prosegue Mirone: "La malattia può essere curata con successo in vari modi. Ad esempio con tecniche chiamate di "rieducazione perineale" (una sorta di "ginnastica" della zona interessata), con i farmaci, con la chirurgia mininvasiva, con infiltrazioni locali di sostanze come silicone, collagene, botulino, e con pace-maker vescicali...". Rimane aperta la questione della rimborsabilità dei farmaci che combattono l'incontinenza, oggi a totale carico del paziente (spesa media di 400 euro l'anno). I pannoloni sono invece rimborsati. La Finco chiede che il Ssn rivaluti questa malattia, per consentire a tutti terapie più adeguate. Inoltre, sostiene l'associazione, bisognerebbe dare impulso all'innovazione tecnologica e alla qualità dei prodotti che oggi il Ssn è costretto a mantenere (dovendo contrarre i costi) a un livello insufficiente per le reali esigenze del malato. Ci vorrebbero poi centri specialistici per prevenzione, cura e riabilitazione dell'incontinenza. Il disturbo incide pesantemente sulla qualità della vita: l'incontinente tende a evitare i rapporti interpersonali perché teme di non riuscire a "controllarsi", limita i propri spostamenti quotidiani a percorsi di cui conosce la collocazione dei servizi igienici, si limita nel bere, soprattutto tè e caffè. E spesso rinuncia ad avere una vita sessuale o addirittura a evitare una relazione sentimentale.
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