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La Repubblica - Supplemento Salute del 28/06/2007

Incontinenza tra cure e vergogna Oggi 200 ospedali aperti per informare e fare diagnosi: giornata nazionale. Telefono Verde e questione dei rimborsi dei farmaci

di Alessandra Margreth

Fastidiosa e imbarazzante, tenuta spesso nascosta anche al proprio medico: è l'incontinenza urinaria. Per aiutare chi ne soffre ad affrontarla senza problemi oggi ritorna la Giornata nazionale per la prevenzione e cura dell'incontinenza. L'iniziativa è promossa dagli stessi pazienti tramite la Finco (Federazione Italiana Incontinenti) e dal ministero della Salute. Duecento ospedali italiani saranno a disposizione dei cittadini per informare e diagnosticare gratuitamente questo disturbo che nel nostro Paese colpisce circa cinque milioni di persone, uomini e donne anche in giovane età. E i bambini più piccoli: ne soffre uno su dieci a sette anni. Le prenotazioni alle visite effettuate fino a ieri al numero verde Finco (800.050415), e i centri sono indicati sul sito internet www.giornataincontinenza.com. Spiega Vincenzo Mirone, presidente della Società Italiana di Urologia (Siu): "Il disturbo consiste nell'emissione involontaria di urina, e si distingue in due forme principali, quella da sforzo che interessa maggiormente le donne (oltre 3 milioni di italiane), quando ad esempio un colpo di tosse, o il semplice sollevamento di una borsa causano perdite di urina. E l'incontinenza da urgenza (o sindrome della vescica iperattiva), caratterizzata da un improvviso e irrefrenabile bisogno di urinare più volte al giorno e la notte, che colpisce sia uomini che donne. C'è poi quella di origine cosiddetta neurogena, legata a gravi problemi quali la sclerosi multipla, il Parkinson o l'Alzheimer".
Solo il 25% di chi ne soffre si rivolge al medico, anche se non c'è nulla di cui vergognarsi. Prosegue Mirone: "La malattia può essere curata con successo in vari modi. Ad esempio con tecniche chiamate di "rieducazione perineale" (una sorta di "ginnastica" della zona interessata), con i farmaci, con la chirurgia mininvasiva, con infiltrazioni locali di sostanze come silicone, collagene, botulino, e con pace-maker vescicali...".
Rimane aperta la questione della rimborsabilità dei farmaci che combattono l'incontinenza, oggi a totale carico del paziente (spesa media di 400 euro l'anno). I pannoloni sono invece rimborsati. La Finco chiede che il Ssn rivaluti questa malattia, per consentire a tutti terapie più adeguate. Inoltre, sostiene l'associazione, bisognerebbe dare impulso all'innovazione tecnologica e alla qualità dei prodotti che oggi il Ssn è costretto a mantenere (dovendo contrarre i costi) a un livello insufficiente per le reali esigenze del malato. Ci vorrebbero poi centri specialistici per prevenzione, cura e riabilitazione dell'incontinenza.
Il disturbo incide pesantemente sulla qualità della vita: l'incontinente tende a evitare i rapporti interpersonali perché teme di non riuscire a "controllarsi", limita i propri spostamenti quotidiani a percorsi di cui conosce la collocazione dei servizi igienici, si limita nel bere, soprattutto tè e caffè. E spesso rinuncia ad avere una vita sessuale o addirittura a evitare una relazione sentimentale.
 
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