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Rassegna Stampa
Superando.it - 12/01/2012 PDF Stampa E-mail

Presidente Polverini, qui si va ben oltre il limite della dignità umana!

«La "garanzia di qualità" dei dispositivi medici dovrebbe avere il fine ultimo di riabilitare e far inserire nella società civile le persone atomizzate o incontinenti e invece il nuovo Nomenclatore Regionale del Lazio, oltre a far rischiare l'arrivo di sacche, placche o cateteri che non danno garanzie, peggiora la qualità di vita delle persone coinvolte in questi problemi, portando inoltre a un ulteriore loro impoverimento economico»: lo denunciano senza mezzi termini l'AISTOM (Associazione Italiana Stomizzati), l'AMOC (Associazione Malati Oncologici Colon-Retto) e la FINCO (Federazione Italiana Incontinenti), che per questo chiedono un'audizione urgente a Renata Polverini, presidente della Regione Lazio, «con l'auspicio di risolvere dignitosamente le questioni sollevate», dichiarandosi pronte, in caso contrario, a scendere in piazza per protestare duramente

Renata Polverini, presidente della Regione Lazio
Renata Polverini, presidente della Regione Lazio
«Le chiediamo un'audizione urgente, con l'auspicio di risolvere dignitosamente le questioni sollevate»: si conclude così la lettera inviata a Francesca Polverini, presidente della Regione Lazio e a tutte le Forze Politiche e i Gruppi Partitici della Regione, da parte di Giuseppe Dodi e Francesco Diomede, presidenti dell'AISTOM (Associazione Italiana Stomizzati) e della FINCO (Federazione Italiana Incontinenti) e, con toni simili, da Roberta Letizia e Dalia Aminoff, presidenti dell'AMOC (Associazione Malati Oncologici Colon-Retto) e dell'AIMAR (Associazione Italiana Malformazioni Anorettali).

«Moltissimi associati laziali - scrivono infatti i tre presidenti - da tempo ci hanno contattato per denunciare quanto accade da alcuni mesi nella Regione, a causa del nuovo Nomenclatore Regionale, applicato in connubio con le sanitarie e le farmacie laziali. Quest'ultimo, in sintesi, ha dei costi che vanno ben oltre il limite della dignità umana poiché grazie all'accordo sottoscritto con le sanitarie laziali, ha tagliato (abbassato) del 25% i già inflazionati costi bloccati da tredici anni (Decreto Ministeriale 332/99). Ne consegue che nel Lazio potrebbero arrivare sacche, placche e cateteri cinesi senza garanzia alcuna. Diversamente, ogni persona stomizzata e incontinente è oggi costretta a integrare di tasca propria i costi alle sanitarie o alle farmacie, a causa degli oneri economici sottratti dalla Regione Lazio (manovra di bilancio)».

«Facciamo rilevare - prosegue la lettera - che la "garanzia di qualità" dei dispositivi medici ha il fine ultimo di riabilitare e far inserire nella società civile le persone stomizzate, che soffrono di incontinenza o con disabilità, senza parlare del fatto che il catetere è comunque un corpo estraneo che entra nell'organismo umano. Si badi bene che parliamo di feci e urine, e pertanto gli esperti in materia ben conoscono le tragiche conseguenze e i costi indiretti che può provocare l'applicazione di dispositivi medici non idonei e confortevoli al proprio fisico».
«Va doverosamente rammentato - si aggiunge - che la stragrande maggioranza delle persone coinvolte in questi problemi è avanti con l'età e tutto ciò non solo le mortifica pesantemente nell'anima e rende pessima la loro "qualità e quantità di vita", ma le impoverisce economicamente. Ad esempio una persona anziana che ha 1.000 euro al mese di pensione, oltre a dover sostenere la Manovra Monti e quella regionale, deve sopportare ogni due mesi anche questi oneri economici (fino a 200 euro ogni due mesi), "a vita", raggiungendo in tal modo lo standard di massima povertà economica, sociale, morale e culturale».

Una situazione, quindi, quanto meno grave, quella denunciata nel Lazio dalle associazioni di persone con malattie oncologiche, stomizzate o incontinenti, che - in caso di mancate risposte - si dichiarano anche pronte a scendere in piazza, nelle prossime settimane, per protestare di fronte alla sede della Regione, come segnala il presidente della FINCO Diomede. (S.B.)

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Salute, stitichezza primo segnale d'incontinenza PDF Stampa E-mail

Maggio è il mese dell'incontinenza urinaria e fecale

Salute, stitichezza primo segnale d'incontinenza

I medici: "La stipsi non curata potrebbe causare problemi più seri"

Dal Web Stitichezza primo campanello d'allarme dell'incontinenza.

A lanciare l'avvertimento è il responsabile della campagna Mese della prevenzione dell'incontinenza urinaria e fecale, Fabio Gaj.
Secondo l'esperto, "se non curata adeguatamente, potrebbe portare a problemi più seri".
Gaj spiega che curare la stipsi significa fare prevenzione."Non dobbiamo dimenticare, poi, di bere molto - ricorda - al nostro organismo, infatti, servono almeno tre litri di acqua al giorno".
Il medico rammenta, infine, come siano le donne ad essere maggiormente vittime di questi problemi. Negli uomini, difatti, il fastidio potrebbe manifestarsi solo in seguito a particolari interventi chirurgici.

La campagna Mese della prevenzione dell'incontinenza urinaria e fecale è in programma tutto il mese di maggio.

In Italia osono oltre il 10% delle donne over 40 - circa 2 milioni - soffre di incontinenza urinaria e circa l’8% - 1,5 milioni - si trova a dover combattere con l’incontinenza fecale, problema non necessariamente legato al processo di invecchiamento.
Due malattie silenziose, di cui difficilmente il malato parla. Eppure superare la prima fase è fondamentale per la guarigione da queste patologie.
Questo il motivo per cui la FINCO, Federazione Italiana Incontinenti, ha organizzato l'iniziativa di prevenzione.



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