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La Federazione Italiana Incontinenti (FINCO) è un’Associazione di volontariato fondata nel 1999, che vede tra i suoi obiettivi l’aggregazione, la tutela, il reinserimento psico-sociale e lavorativo delle persone incontinenti (il 60% donne), più in generale dei cittadini colpiti dai disturbi del pavimento pelvico. La FINCO, nel 2005, a Roma, con il sostegno di alcune Associazioni internazionali (Francia, Polonia, Olanda, Stati Uniti, Italia, Inghilterra, Svezia e Danimarca) ha fondato la Federazione mondiale dei pazienti incontinenti (World Federation of Incontinent PatientsWFIP – www.wfip.org). La FINCO nel 2008, a Bucarest (Romania) ha fondato la FINCOROM , una Associazione nazionale per la tutela dei pazienti incontinenti rumeni e da stime risultano essere 2milioni le persone colpite da queste problematiche, senza alcuna tipo di sostegno e tutela socio sanitaria. La FINCO è fondatrice della F.A.V.O. (Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia), aderisce alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), all’European Cancer Patients Coalition (ECPC) ed è membro della World Toilet Organization (WTO). Inoltre, collabora con le Società scientifiche dei professionisti della salute (medici, fisioterapisti, ostetriche e infermieri professionali) ed affianca e supporta le famiglie dei pazienti oncologici nel dercorso della malattia, anche attraverso l’ausilio di team di psico-oncologi.

La FINCO, oltre alla tutela della qualità di vita dei pazienti incontinenti è  molto attenta alla qualità dei dispositivi medici (pannoloni, traverse, sonde, cateteri, tamponi vaginali, tappi anali, etc.), ai prodotti innovativi ed alla “libera scelta”, rivendica la rimborsabilità dei farmaci per la continenza e l’utilizzo delle nuove tecnologie mediche e chirurgiche. Basti pensare che i cittadini che nella regione Lombardia usufruiscono la gratuità dei pannoloni sono oltre 110.000, oltre 75.000 in Sicilia. L’Associazione tutela i pazienti oncologici e i familiari, che a causa di un tumore alla prostata, vescica, collo dell’utero, pavimento pelvico, etc., spesso soffrono d’incontinenza e non trovano risposte adeguate ai propri bisogni (cura, prevenzione, assistenza, riabilitazione, dispositivi medici adeguati, carenza di bagni pubblici, diritti sessuali, tematiche psicologiche, lavoro, mobilità, scuola, hospice, etc.). Il Presidente della Repubblica Italiana, il Sen. Giorgio Napolitano in occasione del primo decennale FINCO (1999/2009) ha donato alla FINCO una medaglia personalizzata per il lavoro svolto in due lustri di attività e di volontariato.

Gli incontinenti italiani sono 5milioni, il 60% sono donne. Alla fine del 2006 i residenti in Italia erano 59.131.287, la fecondità delle donne italiane nel 2006 era salita a 1,35 (da 1,32 figli per donna nel 2005) ed è stato il livello più alto registrato in Italia negli ultimi anni. Il nostro paese è comunque uno dei meno prolifici in Europa e prosegue il processo d’invecchiamento della popolazione: al 1° gennaio 2007 l’indice di vecchiaia (rapporto tra la popolazione ultrasessantacinquenne e quella con meno di 15 anni) registra un incremento raggiungendo un valore pari al 141,5%. Considerando i dati a livello internazionale il nostro paese con un indice al 137,8%, è tra quelli maggiormente investito dal processo d’invecchiamento della popolazione. Gli italiani con più di 65 anni sono 11.792.752; i “grandi vecchi” (dagli ottanta anni in su) sono 3.139.674. Studi demografici affermano che nel 2025 dieci milioni di persone, cioè un italiano su sei avrà più di 70 anni (fonte: ISTAT e Istituto per gli Affari Sociali) e in Italia tra le diverse reti sociali è ancora la famiglia a svolgere un ruolo centrale. Inoltre, la percezione del ruolo dell’anziano e le ripercussioni su qualità della vita, con l'accesso ai servizi socio-sanitari, manifesta notevoli differenze tra le Regioni del Paese.

Tanto premesso, l’incontinenza urinaria è un problema molto diffuso nei paesi industrializzati ed è difficile valutare con precisione quale sia la dimensione del problema e il numero delle persone coinvolte. L’incapacità più o meno grave di urinare a tempo e luogo ha un impatto sociale devastante che incide pesantemente sulla qualità della vita della persona colpita, sia per il vissuto soggettivo che per i rapporti interpersonali, basti pensare ai molteplici campi della vita che possono essere gravemente intaccati:“sociale, psicologico, lavorativo, familiare, fisico, scolastico, sessuale ed economico”. Per non parlare degli elevati costi sociali prodotti dall’incontinenza, difficilmente quantificabili in taluni tipi d’incontinenza (per esempio quelle dovute a stress o alla vescica iperattiva), che possono insorgere anche in persone giovani, soprattutto donne pienamente inserite nell’attività lavorativa, che per vergogna e timore di essere additati si affidano al consumo di presidi di emergenza come gli assorbenti, incrementando la condizione di “tabù sociale” che caratterizza la patologia. Sul piano psicologico spesso compaiono depressione reattiva e perdita dell’autostima, cui si accompagnano apatia senso di colpa e negazione interpersonale. La sensazione di un mancato controllo sulla funzionalità vescicale e il solo pensiero di emanare odore di urina compromette gravemente l’autostima della persona sofferente, che facilmente potrebbe giungere a credere di essere un peso per la famiglia e la società.

Per non parlare della grave carenza di bagni pubblici esistente nel tessuto urbano, che crea una ulteriore barriera architettonica e limita pesantemente la “libertà personale” e di spostamento delle persone incontinenti. La World Toilet Organization (WTO) ci informa che nel mondo ci sono soltanto 1,1 miliardi di persone che sono collegati a un sistema fognario e di depurazione, il che vuol dire che tutti gli altri “scaricano” urine e feci direttamente nell’ambiente, con pesanti problematiche connesse all’inquinamento e alla qualità di vita ambientale. Al contrario, sarebbe opportuno per il pianeta terra costruire latrine comunitarie in quelle nazioni o regioni dove le case (o le capanne) non hanno ancora la fortuna di avere un bagno privato, o della necessità di implementare programmi di educazione della popolazione per insegnare loro il nesso tra igiene e malattie, poiché non sempre è chiaro anche a chi un bagno in casa ce l’ha. Parlare di gabinetti a chi vive in un mondo “sviluppato” può far sorridere, ma nel mondo ci sono 2,6 miliardi di persone che non hanno servizi igienici e questo crea non pochi problemi di salute ed inquinamento. Avere un luogo sicuro dove poter espletare i propri bisogni fisiologici significa ridurre drasticamente la contaminazione delle acque e la diffusione di malattie. Sempre in tema di inquinamento, per non parlare del grave problema ecologico dello smaltimento di pannolini e pannoloni.

Politicamente parlando, in tema di sanità e assistenza la FINCO è convinta che vitale è il confronto tra le competenze delle Istituzioni, quelle delle professioni sanitarie e dei pazienti organizzati in Associazioni o Federazioni.  Infatti, in relazione al crescente ruolo che hanno i cittadini nel controllo sociale dei servizi socio-sanitari e delle disabilità in genere, in diverse realtà d’Europa da oltre un decennio vengono avviati studi per identificare su quali indicatori i pazienti esprimono giudizi sulle competenze dei professionisti della salute, sulle industrie farmaceutiche, su quelle protesiche, sulle e nelle Istituzioni, etc. Nei processi organizzativi il ruolo del “paziente competente” assume una rilevanza notevole e spesso serve a tracciare le linee guida con cui operare in futuro. Il paziente “competente” è una persona che ha la confidenza, le abilità, l’informazione e le conoscenze per assumere un ruolo centrale e decisionale nella gestione della propria vita di portatore di malattia cronica e se alla guida di un’associazione di malati, a portare avanti e a fare proprie le istanze della patologia, nella globalità dei bisogni e delle priorità. Infatti, il trinomio associazioni di Pazienti/Professionisti della salute/Istituzioni ha consentito di sviluppare progetti e linee guida (es.: Associazioni di pazienti – Istituto Superiore di Sanità) di rilevanza nazionale, europea e internazionale. Questo connubio è sicuramente il fulcro delle politiche sanitarie e sociali su cui operare, a ogni livello Istituzionale.

In merito alle risorse economiche pubbliche la FINCO è convinta che i Cittadini (pazienti) e i professionisti della salute sono i veri protagonisti del Servizio Sanitario Nazionale e  Regionale. Un sistema per la salute, quello italiano, che crediamo e sosteniamo perché nonostante le mille difficoltà ha dimostrato di saper erogare prestazioni capaci di tutelare le classi meno abbienti. Un fiore all’occhiello invidiatoci da diverse nazioni, come ad esempio gli Stati Uniti. Socialmente parlando esistono importanti elementi che incidono sul volontariato socio-sanitario e sui professionisti della salute: l’aumento della longevità comporta un maggior tempo di cura delle malattie croniche, la scienza tecnologica e quella farmaceutica realizzano macchinari, dispositivi medici e farmaci sempre più efficaci (ma anche più costosi), i Cittadini reclamano il diritto alla salute, alla partecipazione (Artt. 32 e 118 della Costituzione), al benessere psico-fisico e alla prestanza fisica. In tale ottica oggi c’è una crescente difficoltà a coniugare: risorse disponibili e spesa sanitaria. E’ innegabile che le esigenze finanziarie devono essere tenute in debita considerazione, ma in sanità non sempre è possibile ridurre tutto a un mero atto contabile.

Questi sono i principali temi con cui quotidianamente ci confrontiamo e su tali questioni dobbiamo investire le nostre risorse (sociali, professionali, umane e politiche). L’universo della politica, seppur ignorato dai giovani è l’unico titolato a fornire risposte adeguate alle esigenze della Cittadinanza.

Il Presidente della FINCO è il Cav. Francesco Diomede, Vice-presidente l’Avv. Marcello Stefanì, Segretaria/Tesoriera è la Dr.ssa Maddalena Strippoli. Consiglieri: Avv. Vincenzo Falabella, Dr. Enrico Poddi, Dr. Antonio Di Giorgio, Sig.ra Elena Granata, Sig. Antonio Trevisani e Sig. Ludovico Taviano. Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti è il Dr. Francesco Zingarello Pasanisi (Presidente), Revisori: Sig.ra Monica Di Roma e Dr. Ivan Martines.

La FINCO si adopera per:

1. per eliminare nelle persone colpite il senso di vergogna e incoraggiarle a cercare aiuto;

2. per favorire una diagnosi precoce e il trattamento tempestivo;

3. per massimizzare l’accesso e la possibilità di scelta per le donne affette da incontinenza urinaria;

4. per donare la libertà alle persone afflitte da incontinenza;

5. per ottenere la rimborsabilità dei farmaci per la continenza;

6. per ottenere dispositivi medici contenitivi di “qualità”, garantendo la libera scelta;

7. per mappare e far costruire bagni pubblici nel Territorio;

8. per ottenere una legge nazionale di tutela;

9. per istituire in ogni provincia i “Centri per la Riabilitazione, la cura e la prevenzione dell’incontinenza”;

10. per sensibilizzare al problema la Cittadinanza, le Istituzioni ed i mass-media, grazie alla “Giornata nazionale per prevenzione e la cura dell’incontinenza”, istituita con la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 maggio 2006, che ogni anno si svolge il 28 giugno. Giornata in cui gli Ambulatori accreditati FINCO effettuano visite gratuite grazie ad un network che vede riuniti i rappresentanti delle Associazioni pazienti, le Istituzioni, le Strutture sanitarie e le Associazioni dei professionisti della salute (medici, ostetriche, infermieri professionali e fisioterapisti). Sito internet:  www.giornataincontinenza.com.

Cosa forniamo

L’Associazione in ogni legislatura propone leggi nazionali in favore dei pazienti (n.d.r.: nella XVI Legislatura ha stimolato quattro proposte di legge: Sen. Giuseppe Caforio, On. Domenico Di Virgilio, Sen. Domenico Gramazio e Sen. Ignazio Marino), fornisce informazioni socio sanitarie, consulenze di esperti, informazioni sui dispositivi medici contenitivi, la tutela dei propri diritti, organizza convegni, corsi per i “professionisti dell’incontinenza” e collabora con le Istituzioni a tutti i livelli. La FINCO nel 2006 ha pubblicato una “Guida” sull’incontinenza dal titolo:“L’incontinenza urinaria, questa sconosciuta”, presentata dall’ex Ministro della Salute, On. Livia Turco. Attualmente, grazie al suo Comitato Scientifico e a tutti i “Centri FINCO” sparsi in Italia, sta elaborando il “Libro Bianco sull’Incontinenza Urinaria”. Agli iscritti inviamo a domicilio la rivista semestrale denominata:“Eureka”.

Come iscriversi o sostenere l’Associazione

Coloro che vogliono associarsi (quota associativa minima di 10 euro per il primo anno, 15 dal secondo in poi), possono:

1. utilizzare il conto corrente postale n. 69779080, intestato alla FINCO - Casella Postale n. 30 - 70010 Capurso (BA);

2. effettuare un bonifico postale, codice IBAN: IT43T0760104000000069779080;

3. effettuare un bonifico bancario intesto alla FINCO, Banca Prossima – codice IBAN: IT28R0335901600100000007579;

4. donare il proprio 5 per mille alla FINCO, Associazione che rientra tra i soggetti che possono ricevere il 5 per mille: Codice Fiscale n. 93240300728. In tal caso si è soci "gratuitamente" per l’anno in corso, ma occorre inviare una fotocopia della pagina del modello reddituale firmato (fax: 080.5619181).

Chi desidera maggiori informazioni può telefonare al numero verde: 800.050415 o al: 080.5093389 – fax: 080.5619181.

Siti internet: www.finco.org

www.giornataincontinenza.com

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